Vetrina dei reperti del bronzo finale, primo ferro

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dalle"Pignare":

frammento di olla ovoidale con orlo svasato  a tacche

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frammento di grande contenitore con orlo e cordone a tacche

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frammento di scodellone troncoconico

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frammento di scodellone troncoconico con cordone a tacche

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frammento di orlo con decori impressi a cordicella e cuppelle

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ansa a nastro di anforetta con decori a zig zag e cuppelle agli apici

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frammento di parete con cordonature

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Archeologia a Costabissara (Vicenza)

2) L’ETA' DEL BRONZO - PERIODO FINALE E LA PRIMA ETA'  DEL FERRO.

Sommario:

a) L'iniziale riduzione del popolamento.

b) La ripresa del popolamento nel periodo protoveneto.

c) La frequentazione delle "Pignare", della valletta del "Tumulo" e di "San Valentino".

 

a) L'iniziale riduzione del popolamento.

 Il periodo del bronzo finale (metà XII – X secolo a.C.) conosce inizialmente una generale riduzione del popolamento, con l’abbandono di molti insediamenti legati all’economia agro-pastorale ed una parziale “tenuta” di quelli legati all’agro-allevamento. A tale fenomeno non sembra estraneo un breve ma forte cambiamento climatico (da sub-boreale a sub-atlantico) in senso freddo e umido, simile a quello verificatosi nella fase di passaggio dal bronzo antico al medio; forse ha influito anche un impoverimento dei pascoli dovuto alla pratica agricola del “taglia e brucia”; oppure siamo in presenza dei riflessi di sconvolgimenti verificatisi in tutta l’area mediterranea e sudeuropea e del sorgere della cultura dei “campi d’urne” nel centro dell’Europa (movimenti di popoli, crollo miceneo, intensificarsi della metallurgia, nuovi assetti  politico-economici).

Comunque sia, è coerente col quadro generale la consistente diminuzione dei ritrovamenti archeologici nell’insediamento delle Pignare, che rende ancora più problematica l’interpretazione del periodo.

b) La ripresa del popolamento nel periodo protoveneto.

Come spesso accade nelle fasi critiche, non si è in presenza di un vuoto sociale e culturale assoluto, ma si assiste ad un lento e necessario momento di formazione di una nuova realtà, che trova un  assestamento nel corso dei secoli XI e X a.C. ed una continuità nella prima età del ferro (IX – inizio VIII secoli a.C.); è definita “protovillanoviana” da chi intende sottolineare gli elementi di unitarietà con l’intero territorio peninsulare e specificamente con la zona emiliano-padana (comunanza di tipologie di abitato, tecnologie, forme ceramiche, conduzioni di vita, riti funerari dell’incenerazione), mentre è definita “protoveneta” da chi vuole evidenziare gli aspetti di originalità, che gradualmente evolveranno nella specificità della successiva rilevante “civiltà paleoveneta”.

I periodi centrali, cioè i secoli X e IX, sono quindi caratterizzati da una generale ripresa, sia demografica che degli scambi commerciali, con una rioccupazione del territorio più selezionata, in quanto più attenta a posizionarsi in siti strategici, come lungo le vie di circolazione o su rilievi dominanti a controllo delle aree fertili di pianura.

c) La frequentazione delle "Pignare", della valletta del "Tumulo" e di "San Valentino".

Anche in questa fase quanto riferito ha un riscontro nell’insediamento delle Pignare, che viene rioccupato; ad esso si aggiungono due modesti abitati: uno a Nord Est dello stesso Monte della Chiesa (h. m. 85), nella valletta del “Tumulo”, e uno a Sud in pianura, località “San Valentino”.

3 - Valletta del "Tumulo": stretta valletta con al centro un cumulo di pietrame di h. 20/30 cm. 

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raccolta di superficie

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1 - Località "Pignare" (Monte della Chiesa): vedi "bronzo medio-recente"

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2 - Loc. "San Valentino": terreno piano ai piedi del Monte della Chiesa

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raccolta reperti a seguito arature ed estirpazioni

Anche i reperti qui ritrovati (con ricerca di superficie), riferibili ai predetti secoli X e IX, sono rappresentati da materiale fittile domestico (tazze, olle, grandi contenitori). Le nuove forme e  decorazioni, la tipologia specifica e il contesto generale lasciano l’impressione di condizioni di vita migliori e di attività più variegate. 

Con l’aiuto di studi su siti vicini possiamo constatare un’agricoltura ed un allevamento più evoluti (arature e rotazioni per il riuso del suolo, maggiore foraggio e aumento dei bovini, pratiche cerealicole più avanzate, sistemazione a terrazze dei pendii), una diffusione dell’artigianato domestico (lavorazione del latte, conservazione delle derrate, attività tessile); in riferimento alla metallurgia è stato individuato alla Pignare un forno con residui di fusione; scavato nell’argilla aveva forma troncoconica e presentava sul fondo uno strato carbonioso ed i segni del fuoco nelle pareti. Le capanne non appaiono molto diverse da quelle dell’epoca precedente, con l’aggiunta di qualche articolazione interna e di una maggiore cura per il drenaggio e per la pavimentazione.

 

 

Vetrina dei reperti    del bronzo finale, primo ferro

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dal "Tumulo":

frammento d' olla ad orlo svasato

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frammento di presa a lingua ellissoidale

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frammento di presa con tre cuppelle

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da S. Valentino:

frammenti di olle con orli a  pseudo treccia

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frammenti di tazze con decori  a solcature

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dalle"Pignare":

frammenti di parete con solcature ad andamento metopale

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frammento di parete con solcature

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fondo apodo di olla

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frammento di tarallo