Vetrina dei reperti del bronzo medio-recente

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dalle"Pignare":

frammento di tazza troncoconica ansata

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frammento di scodellone cordonato

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frammento di scodellone cordonato con orlo ispessito

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frammento di scodellone con cordone ad andamento ondulato

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apofisi cilindrorette di ansa

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Archeologia a Costabissara (Vicenza)

1) L’ETA' DEL BRONZO - PERIODO MEDIO E RECENTE

Sommario:

a) L'assenza di documentazione nell'età della pietra e del bronzo antico.

b) Il primo popolamento documentato nel bronzo medio-recente.

c) La frequentazione delle "Pignare".

 

Le tracce più antiche di presenza umana  nel territorio di Costabissara risalgono all’età del bronzo, periodo medio-recente, e cioè ai secoli dal XV al XII a.C..

a) L'assenza di documentazione nell'età della pietra e del bronzo antico.

Nessun elemento materiale, allo stato attuale delle conoscenze, autorizza una retrodatazione a tempi anteriori. Tuttavia, non si può neppure escludere la frequentazione di questi luoghi nell’età della pietra e nel periodo del bronzo antico; infatti, i vicini Colli Berici e la fascia  prealpina, dai Lessini agli altopiani di Tonezza e di Asiago, nonchè l’alta pianura agli sbocchi delle vallate, hanno lasciato numerose e significative testimonianze, a partire da quelle neanderthaliane del paleolitico medio fino ai famosi abitati “palafitticoli” delle valli di Fimon con varie fasi insediative dal neolitico al bronzo antico.

Forse, un valido motivo a giustificazione di mancati ritrovamenti può essere rintracciato negli effetti seguiti al drammatico mutamento climatico, anche se di breve durata, verificatosi attorno alla metà del secondo millennio a.C., proprio in corrispondenza del passaggio tra il bronzo antico e quello medio; un forte accentuarsi della piovosità ha provocato un innalzamento e un’espansione delle zone umide (laghi e stagni), una crescita dei depositi alluvionali ed un notevole ruscellamento lungo le dorsali; e questi due ultimi fattori possono avere determinato la cancellazione di eventuali insediamenti sia nella zona piana che in quella collinare di Costabissara. Ma è solo un’ipotesi abbisognosa di riscontro.

b) Il primo popolamento documentato nel bronzo medio-recente.

L’ età del bronzo media ed ancor più quella recente dei secoli XIII e prima metà del XII a.C. conoscono in tutto il Veneto una profonda trasformazione socio-economica, con un passaggio da un’economia agricola primitiva basata ancora essenzialmente sulla pastorizia ad un’economia leggermente più evoluta con introduzione dell’allevamento stanziale ed una maggiore capacità di adattamento ad habitat diversi. Si  evidenzia una colleganza crescente degli elementi materiali e funerari della nuova cultura a quelli tipici della “civiltà subappenninica”; si riscontra un evidente influsso culturale mediorientale e si ritiene essersi verificato un progressivo arrivo di popolazioni dal centro e dalla fascia adriatica della penisola.  Sta comunque il fatto che nelle nostre parti è avvenuto in quel periodo un considerevole popolamento anche della fascia collinare e pedemontana.

c) La frequentazione delle "Pignare".

Non c’è quindi sorpresa se la prima frequentazione del territorio di Costabissara è testimoniata sulla sommità e sul versante sudorientale del colle Pignare (Monte della Chiesa), subito a ridosso dell’attuale centro abitato. 

  Località "Pignare"   (Monte della Chiesa): sommità e versante     nord-est del colle, con dolina centrale detta il 'cratere' (h. da m. 114 a 130 s.l.m.)

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raccolta  reperti da sbancamenti e scavi per opere edili

Non si sono potuti effettuare adeguati studi stratigrafici, ma l’impressione che si ottiene dall’esame dei ritrovamenti è quella di essere in presenza ancora di un’economia piuttosto primitiva, lontana dai centri di produzione metallurgica e dalle principali correnti di scambio; purtuttavia, il relativo successo di questo, come di altri insediamenti minori, deve essere stato collegato alla possibilità di integrare il ruolo della pastorizia con variate, anche se modeste, forme di allevamento e di agricoltura, sfruttando suoli e situazioni ambientali eterogenei. I dati archeologici del luogo non confortano, ma deduzioni tratte da siti vicini contemporanei portano ragionevolmente a pensare all’allevamento di capre-pecore, del maiale e forse del bue, alle colture del frumento-orzo-miglio e di leguminose, ad una raccolta ed una caccia (cervo) oramai circoscritte. Nulla si può dire neppure sull’abitato; in conformità ad insediamenti similari dovrebbe essere esistita qualche struttura di terrazzamento in pietra a sostegno delle capanne, probabilmente leggermente interrate, con elevati e coperture sostenuti da pali in legno, ricoperti da  paglia, stuccature ed intonacature in limo od argilla.  Ma anche in questo caso siamo in presenza solo di indizi.  

Venendo al tangibile, i reperti di questa località attribuiti al periodo sono rappresentati dal tipico vasellame domestico in terracotta (ciotole, scodelloni, tazze).

Vetrina dei reperti del bronzo medio-recente

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dalle"Pignare": 

frammento di scodellone con orlo a tesa

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frammento di parete con decorazione a cordone ondulato

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frammento di parete con decorazione ad unghiate

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presa su parete a bugna con due cordoni

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ansa a nastro verticale

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da abit.romana:

punta foliata di freccia (datazione e contesto incerti)